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Anno III

Fascicolo 1-2022


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Indice degli articoli

Rosario CARRANO

La solidarietà passiva nella responsabilità civile: il punto delle Sezioni Unite

Il presente commento offre una lettura della sentenza in esame alla luce degli orientamenti giurisprudenziali in materia di solidarietà passiva nella responsabilità civile. In particolare, si evidenzia come la soluzione del contrasto offerta dalle Sezioni unite, in linea con l'insegnamento prevalente, passi attraverso una "correzione" delle motivazioni utilizzate dall'orientamento maggioritario, confermandone così la soluzione finale ma non anche l'iter argomentativo. Rimane ferma quindi l'interpretazione tradizionale dell'art. 2055 c.c. che esclude la configurabilità di una solidarietà passiva tra obbligazioni restitutorie e risarcitorie, trovando applicazione solo nelle ipotesi di responsabilità civile.

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Mariafrancesca COCUCCIO

La tutela del diritto all’oblio fra deindicizzazione e cancellazione delle copie cache

Con la pronuncia in esame la Suprema Corte interviene nuovamente sul tema dei limiti del diritto all’oblio, affermando che sussiste il diritto alla deindicizzazione dei risultati con cui il motore di ricerca associa il nome di un privato cittadino ad una vicenda giudiziaria di interesse mediatico (ormai superata), ma non, altresì, quello alla radicale cancellazione della pagina web nonché della cache. Riconoscendo il diritto dell’interessato alla deindicizzazione dei risultati associati al suo nome e reperibili sul motore di ricerca, la Cassazione ha ribadito che “il diritto all’oblio deve essere ponderato col diritto avente ad oggetto la diffusione e l’acquisizione dell’informazione, relativa al fatto nel suo complesso, attraverso parole chiave anche diverse dal nome della persona”. In questo senso la deindicizzazione opera un giusto bilanciamento determinando sì la cancellazione del contenuto dall’elenco dei risultati di ricerca ma soltanto quando essa è effettuata a partire da quel

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Guido COLAIACOVO

Estradizione e poteri cautelari del Ministro della giustizia

L’autore esamina criticamente la sentenza della Suprema Corte, che esclude la natura vincolante della richiesta del Ministro della giustizia di applicare la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’estradando dopo la decisione favorevole della autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 704, comma 3, c.p.p. e conclude che la decisione sulla conformità del dato codicistico al dettato costituzionale deve essere devoluta alla Corte costituzionale, anche per evitare disparità di trattamenti determinate dal contrasto giurisprudenziale.

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Giuseppe D'ANGELO

La derubricazione del «right to abortion» secondo Costituzione neutrale nell’irrisolto nodo problematico della tensione dialettica diritti-libertà. Notazioni ecclesiasticistiche a Corte Suprema USA, D

Lo scritto analizza criticamente le principali motivazioni poste a sostegno della pronuncia della Corte Suprema degli Stati Uniti per il caso Dobbs, che ha negato protezione costituzionale al diritto all’aborto e conseguentemente sancito l’overruling dei precedenti Roe e Casey. In particolare, si intende evidenziare come la pronuncia offra allo studioso della libertà religiosa e delle relazioni tra diritto e religione lo spunto per una riflessione sulle ambiguità dell’originalismo costituzionale e del concetto di “costituzione neutrale” nonché sugli inconvenienti di operazioni interpretative che come spesso accade proprio con la libertà religiosa riducono il concetto di libertà a quello di diritto soggettivo.

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Edoardo FERRANTE

L'indennizzo a favore dell'oblato tra atto lecito dannoso e responsabilità precontrattuale

Il contributo propone di riposizionare l’indennizzo "ex" art. 1328, comma 1, proposizione 2a, c.c. nell’attuale ordinamento vigente, affrancandolo da due «storiche» storture, l’una argomentativa, l’altra dommatica. Da un lato non è (più) persuasivo che esso valga a compensare l’oblato per il lungo tempo concesso al proponente onde revocare la proposta: semplicemente, non è sicuro che questo lungo tempo realmente sia dato (visto che la tesi della natura non recettizia della revoca della proposta è tutt’altro che pacifica). Dall’altro lato non è (più) persuasivo che l’indennizzo valga a compensare l’oblato per un atto lecito dannoso, quale sarebbe – tradizionalmente – la revoca della proposta: semplicemente, non è sicuro che questa sia realmente un atto lecito, lasciandosi anzi preferire la sua riqualificazione come ipotesi nominata di "culpa in contrahendo". Entreranno così in gioco i presupposti e i limiti di questa, sempre più larghi, e verrà meno l’anomalia sistematica di un ristoro

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Giuliano GIAQUINTO

Appunti sulla tutela del debitore ceduto nella securitisation

La Corte di cassazione ribadisce che, nella cartolarizzazione dei crediti ex l. n. 130/1999, il debitore ceduto non può opporre al cessionario eccezioni di compensazione né proporre nei suoi confronti domande riconvenzionali fondate su rapporti intercorsi con il cedente, in quanto i crediti oggetto di cartolarizzazione costituiscono un patrimonio separato da quello della società cessionaria, e destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei titoli emessi per finanziare l'acquisto dei crediti ed al pagamento dei costi dell'operazione. Gli orientamenti dottrinali in materia di cessione dei crediti e di separazione patrimoniale potrebbero condurre, tuttavia, a diverse conclusioni.

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Nadia GIMELLI

Non esiste un diritto all'aborto. Brevi considerazioni alla sentenza della Corte Americana nel caso Dobbs V. Jackson Womnes's Health Organization

La sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti, nella causa Dobbs v. Jackson Women's Health Organization, superando il vincolo dello stare decisis, ha stabilito l'inesistenza di un diritto costituzionale delle donne americane all'aborto offre l'occasione per riflettere sull'istituto dell'interruzione volontaria della gravidanza. In particolare, l'articolo pone in evidenza come in Italia, la legge n. 194 del 1978, non attribuisca alla donna alcun diritto, ma al contrario qualifichi l'aborto come un delitto escludendone la punibilità solo in presenza di determinati condizioni. Viene poi indagato il diritto alla vita inteso come situazione di libertà per negare l'esistenza di un potere di autodeterminazione della madre sul concepito. Si invita, infine, il lettore a riflettere sull'istituto della maternità, nonché sul termine "individuo" inserito nel contesto dell'art. 32 della Costituzione italiana.

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Marco GRADI

La produzione in giudizio della prova sonora e audiovisiva

Lo studio si occupa del problema della produzione in giudizio delle registrazioni audio e video in formato digitale, il cui deposito telematico è vietato dalla normativa tecnica del processo civile telematico. Tale divieto si pone in contrasto con il diritto alla prova delle parti e con il principio del giusto processo regolato dalla legge.

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Andrea MAGLIARI

Fondazioni e amministrazione della cultura: dalle tipologie alle funzioni

Il contributo esamina il ruolo delle fondazioni all'interno della c.d. amministrazione della cultura. Dopo aver individuato alcuni caratteri funzionali tipici del modello fondazionale, si individuano diverse “funzioni” che la fondazione, a prescindere dalla sua genesi pubblicistica o privatistica, svolge in rapporto all’esercizio di compiti e servizi pubblici in ambito culturale. Si esamina, così, la "privatizzazione per fondazioni"; le diverse formule di esternalizzazione a fondazioni di beni, servizi e attività culturali; la instaurazione di forme di collaborazione tra soggetti pubblici e fondazioni (specie, nel quadro del c.d. terzo settore)

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Concetta MARINO

Sulla nullità della testimonianza resa da persona incapace la Corte di Cassazione chiede l'intervento delle Sezioni Unite

Il contributo analizza il problema della rilevabilità del vizio di nullità della prova testimoniale resa da persona incapace ai sensi dell’art. 246 c.p.c. alla luce dell’ordinanza della Corte di Cassazione, sez. III 9 giugno 2022, n. 1860, in cui si evidenzia qualche incongruenza tra le pronunce rese al riguardo dalle sezioni semplici.

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Abdelmadjid NEDJARI

The dual use of mediation and arbitration in the Middle East

Le relazioni commerciali prosperano se l'ambiente è favorevole. La prevenzione delle controversie e i mezzi per risolverle devono tenere conto della necessità di preservare questo ambiente favorevole alle relazioni commerciali.

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Elena RAFFA

L'onus probandi e la consulenza tecnica

Con la sentenza in esame, la Corte di Cassazione tratta dell’onus probandi gravante sulle parti e della possibilità di assolvimento dello stesso tramite perizia di parte, principio di non contestazione e richiesta di integrazione CTU, soffermandosi soprattutto sul valore probatorio di tali mezzi istruttori al fine di rispondere al quesito sotteso. Si analizza criticamente la pronuncia, esaminando le questioni affrontate ed il quadro giurisprudenziale di riferimento, oltre alla copiosa dottrina in materia.

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Alessandro ROSSI

La prescrizione nel procedimento esecutivo: la Cassazione si pronuncia di nuovo in materia di decorrenza del termine del siritto assegnato con ordinanza ex. Art. 553 C.P.C.

La presente nota analizza la pronuncia Cass. Civ., Sez. III, 11 giugno 2021, n. 16607. Con tale provvedimento il giudice di legittimità delinea la disciplina della prescrizione del credito portato in esecuzione tramite il procedimento di espropriazione presso terzi. Tra le soluzioni prospettate, la Corte di cassazione riconosce che il dies a quo del termine decorra dalla data di pubblicazione dell’ordinanza di assegnazione. Non assume rilevanza, quindi, il fatto che sia spirato o meno il termine ex art. 617 c.p.c. Inoltre, non si riconosce al caso di specie una decorrenza successiva del termine di prescrizione imposta dall’operare del principio di buona fede.

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